Un post, un articolo, una recensione o un commento che contiene affermazioni potenzialmente lesive della reputazione può rimanere online per giorni, mesi o anche anni.
Quando accade, una delle prime domande è: come posso farlo rimuovere?
La risposta dipende dal luogo in cui il contenuto è pubblicato, da chi lo controlla, dalla natura della contestazione e dagli strumenti concretamente disponibili.
In alcuni casi può essere sufficiente utilizzare il sistema di segnalazione della piattaforma. In altri può essere opportuno rivolgersi direttamente all’autore o al gestore del sito con una richiesta più formale. Se il contenuto rimane online o la situazione presenta particolari criticità, possono poi essere valutati ulteriori rimedi.
C’è però una regola da seguire prima di tutto: prima di chiedere la rimozione, conserva le prove del contenuto e del contesto. La cancellazione può infatti eliminare proprio gli elementi che consentono di ricostruire ciò che era stato pubblicato.
Per una panoramica generale della materia puoi consultare anche la guida sulla diffamazione, querela e risarcimento.
Rimozione di contenuti diffamatori: quali sono i possibili percorsi?
In linea generale, è possibile distinguere almeno quattro situazioni:
- segnalazione alla piattaforma o al servizio di hosting;
- richiesta all’autore o al gestore del sito;
- richiesta formale o diffida, quando appropriata;
- eventuale tutela legale, se il contenuto non viene rimosso o la situazione lo richiede.
A questi strumenti si può aggiungere, in determinate circostanze, una richiesta di deindicizzazione dai motori di ricerca, che però non equivale alla cancellazione del contenuto dalla fonte. La scelta dipende dal risultato che si vuole ottenere.
Rimuovere non significa sempre cancellare
È importante distinguere:
Rimozione: il contenuto viene eliminato dal sito, dalla piattaforma o dal servizio che lo ospita.
Disabilitazione dell’accesso: il contenuto non è più accessibile attraverso il servizio, pur potendo esistere ancora altrove.
Deindicizzazione: il contenuto può rimanere online sulla pagina originale, ma viene limitata la sua comparsa nei risultati associati a determinate ricerche.
Rettifica o aggiornamento: il contenuto rimane online, ma viene corretto, integrato o contestualizzato.
Quando è possibile chiedere la rimozione?
La possibilità di ottenere la rimozione dipende, innanzitutto, dalla natura del contenuto e dal soggetto al quale viene rivolta la richiesta. Un contenuto che si ritiene diffamatorio può essere pubblicato:
- su un social network;
- in un gruppo;
- su un forum;
- in una recensione;
- su un blog;
- su un sito personale;
- su un giornale online;
- su una piattaforma di video;
- attraverso un altro servizio di hosting.
Il fatto che un contenuto sia offensivo per chi lo legge non significa automaticamente che la piattaforma sia obbligata a cancellarlo. Occorre considerare anche il diritto alla libertà di espressione e di informazione, le condizioni contrattuali del servizio e le norme applicabili al caso concreto.
Il DSA e le segnalazioni di contenuti illegali
Per i servizi di hosting soggetti al Digital Services Act (DSA), il Regolamento UE 2022/2065 prevede meccanismi di notice and action che consentono agli utenti di segnalare specifici contenuti che ritengono illegali. La segnalazione deve essere sufficientemente precisa e motivata e deve indicare con chiarezza la collocazione del contenuto, ad esempio attraverso l’URL.
Questo non significa che ogni segnalazione comporti automaticamente la cancellazione. Il gestore deve valutare la segnalazione secondo le regole applicabili e, nei casi previsti, comunicare la propria decisione e le possibilità di contestarla. Il DSA richiede inoltre che le decisioni siano adottate in modo tempestivo, diligente, non arbitrario e obiettivo.
Per questo una segnalazione ben costruita è generalmente più utile di una semplice comunicazione del tipo “questo post è diffamatorio, cancellatelo”.
Come segnalare un contenuto alla piattaforma?
La prima strada da valutare, quando il contenuto è pubblicato su una piattaforma o su un servizio di hosting, è utilizzare il meccanismo ufficiale di segnalazione. Il DSA richiede ai servizi di hosting di mettere a disposizione meccanismi accessibili e di facile utilizzo per notificare contenuti specifici ritenuti illegali.
Una segnalazione efficace dovrebbe indicare:
- il contenuto preciso contestato;
- l’URL esatto;
- il motivo della segnalazione;
- gli elementi che rendono il contenuto potenzialmente illecito;
- eventuali informazioni utili a comprendere il contesto;
- i dati richiesti dal sistema di segnalazione.
Il DSA indica espressamente, tra gli elementi della segnalazione, una spiegazione sufficientemente motivata dei motivi per cui si ritiene che l’informazione sia illegale e una chiara indicazione della sua esatta collocazione elettronica.
Evita segnalazioni generiche
Una segnalazione come: “Questo post è offensivo, eliminatelo” fornisce poche informazioni utili.
È generalmente preferibile spiegare quale specifico contenuto si contesta e perché, distinguendo, per quanto possibile, le affermazioni fattuali dalle semplici valutazioni personali.
La segnalazione non dovrebbe però diventare un lungo atto giudiziario se il sistema richiede soltanto poche informazioni. L’obiettivo è fornire al destinatario gli elementi necessari per individuare e valutare il contenuto.
Cosa conservare prima di chiedere la rimozione?
Prima di segnalare, documenta il contenuto. Conserva, quando disponibili:
- screenshot completi;
- URL;
- nome e username dell’account;
- data e ora;
- contenuto completo;
- immagini o allegati;
- commenti rilevanti;
- eventuali condivisioni;
- informazioni sulla pagina o sul gruppo;
- eventuali messaggi collegati.
Se la pubblicazione viene rimossa dopo la segnalazione, avrai ancora una documentazione della situazione precedente.
Per approfondire specificamente questo aspetto puoi consultare screenshot come prova della diffamazione.
Prima rimuovi le prove, poi chiedi la rimozione
La sequenza prudente è: documenta → conserva → segnala → attendi l’esito → valuta il passo successivo.
In questo modo la rimozione del contenuto non cancella anche la possibilità di ricostruire ciò che era stato pubblicato.
Come chiedere la rimozione all’autore?
Se l’autore è identificabile e il contesto lo rende opportuno, può essere valutata una richiesta diretta di rimozione o correzione. Una comunicazione informale può essere sufficiente in situazioni semplici. In altri casi, soprattutto quando il contenuto ha una particolare gravità o può produrre conseguenze rilevanti, può essere più appropriata una richiesta formale, eventualmente predisposta con assistenza legale. La comunicazione può indicare:
- quale contenuto viene contestato;
- dove è stato pubblicato;
- quali passaggi si ritengono lesivi;
- la richiesta specifica che si intende formulare;
- l’eventuale richiesta di rettifica o rimozione;
- un termine per fornire riscontro, quando appropriato.
È preferibile mantenere un tono preciso e non minaccioso.
Rimozione e rettifica non sono la stessa cosa
A seconda della situazione, l’obiettivo può essere:
- eliminare il contenuto;
- correggere un’informazione;
- aggiungere un aggiornamento;
- rettificare un’affermazione;
- interrompere una nuova diffusione;
- chiedere una diversa modalità di pubblicazione.
La soluzione più appropriata dipende dal contenuto. Per esempio, nel caso di un articolo giornalistico, la questione può coinvolgere anche strumenti specifici di rettifica e le regole proprie dell’attività giornalistica. È quindi preferibile non utilizzare una richiesta standard identica per social network, recensioni e testate giornalistiche.
Quando valutare una richiesta formale?
Una richiesta formale può essere presa in considerazione soprattutto quando:
- il contenuto è ancora online;
- l’autore o il gestore del sito è identificabile;
- la segnalazione informale non ha prodotto risultati;
- il contenuto ha una particolare gravità;
- la pubblicazione continua a produrre effetti;
- è necessario fissare con chiarezza la posizione della persona interessata;
- si vuole valutare successivamente un’azione legale.
Una richiesta formale non garantisce la rimozione, può però servire a rendere più chiara la contestazione e documentare che la persona interessata ha chiesto la cessazione della pubblicazione.
È necessario inviare prima una diffida?
Non esiste una regola generale per cui ogni contenuto potenzialmente diffamatorio debba essere preceduto da una diffida prima di poter intraprendere qualsiasi altra iniziativa.
La necessità e l’opportunità di una richiesta formale dipendono dal caso: in alcune situazioni può essere utile tentare prima una soluzione stragiudiziale, in altre, soprattutto quando vi sono esigenze di tempestività o questioni probatorie, può essere opportuno valutare direttamente il percorso più adeguato.
La decisione dovrebbe quindi essere presa considerando obiettivo, urgenza, prove disponibili e natura del contenuto.
Quando il contenuto si trova su un social network, il primo passaggio pratico è generalmente verificare:
- quale procedura di segnalazione offre la piattaforma;
- quale categoria di violazione è pertinente;
- come indicare esattamente il contenuto;
- quali informazioni devono essere fornite;
- come viene comunicata la decisione.
La procedura può variare da una piattaforma all’altra. Il DSA ha armonizzato a livello europeo alcuni aspetti dei meccanismi di segnalazione e, per le piattaforme online, prevede anche un sistema interno di gestione dei reclami contro determinate decisioni di moderazione.
Se la piattaforma respinge la segnalazione, quindi, non è necessariamente la fine del percorso: occorre verificare quali strumenti di reclamo o altre forme di tutela siano disponibili nel caso concreto.
AGCOM, in qualità di Coordinatore dei servizi digitali per l’Italia, gestisce inoltre il sistema di reclami previsto dall’art. 53 DSA per le presunte violazioni del Regolamento da parte dei prestatori di servizi intermediari. Questo strumento riguarda però presunte violazioni degli obblighi previsti dal DSA, non costituisce una procedura generale con cui AGCOM decide direttamente se ogni singolo post sia diffamatorio o debba essere cancellato.
Rimozione di una recensione: è possibile?
Una recensione negativa non è automaticamente una recensione illecita. Prima di chiedere la cancellazione, è quindi importante distinguere:
- una valutazione soggettiva;
- una critica negativa;
- un’esperienza personale raccontata dall’utente;
- un’affermazione fattuale;
- un’accusa specifica;
- un contenuto falso o potenzialmente lesivo.
La piattaforma può inoltre avere regole proprie sulle recensioni. Per questo una richiesta di rimozione dovrebbe individuare l’elemento specifico che si contesta, senza confondere il semplice fatto che la recensione sia negativa con la sua eventuale illiceità.
Per approfondire questa distinzione puoi consultare la pagina su recensione negativa e diffamazione.
Rimozione di un articolo offensivo: che cosa cambia?
Gli articoli pubblicati da giornali o altri siti informativi richiedono particolare attenzione. La richiesta di cancellazione non può essere valutata soltanto considerando il carattere negativo della notizia, possono entrare in gioco:
- libertà di stampa;
- diritto di cronaca;
- interesse pubblico;
- accuratezza delle informazioni;
- attualità della notizia;
- eventuali aggiornamenti successivi;
- diritto all’oblio;
- tutela della reputazione;
- protezione dei dati personali.
La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito che, nel bilanciamento tra diritto all’oblio e diritto di cronaca giudiziaria, devono essere considerate circostanze come notorietà dell’interessato, coinvolgimento nella vita pubblica, oggetto della notizia e tempo trascorso.
Questo mostra perché “articolo negativo” e “articolo da cancellare” non sono sinonimi.
In determinate situazioni, inoltre, l’obiettivo più appropriato potrebbe essere un aggiornamento o una rettifica, oppure la deindicizzazione da determinate ricerche, anziché la cancellazione integrale dell’articolo.
Rimozione del contenuto e deindicizzazione: qual è la differenza?
Immaginiamo che un articolo sia pubblicato su un sito: una richiesta di rimozione mira a intervenire sulla pagina o sul contenuto alla fonte, una richiesta di deindicizzazione mira invece a impedire o limitare che quella pagina compaia nei risultati del motore di ricerca associati a determinate query, senza necessariamente cancellare l’articolo dal sito.
Le due misure possono quindi produrre risultati molto diversi.
La Cassazione, anche nel 2025, ha esaminato proprio una controversia relativa alla deindicizzazione di URL collegati a una vicenda giudiziaria, sottolineando la necessità di bilanciare diritto all’oblio e diritto di cronaca giudiziaria secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità.
Se il problema principale è che il contenuto continua a essere facilmente reperibile cercando il proprio nome, potrebbe quindi essere necessario valutare una questione diversa dalla semplice cancellazione della pagina.
La rimozione impedisce di chiedere il risarcimento?
No, la cancellazione del contenuto non significa automaticamente che ogni altra tutela diventi impossibile.
La rimozione riguarda principalmente la permanenza o accessibilità del contenuto. Eventuali pretese relative ai danni subiti seguono invece una valutazione distinta. Per questo è importante conservare le prove prima della cancellazione.
Se un contenuto viene eliminato dopo essere rimasto online, la questione relativa alla sua esistenza precedente e quella relativa alle eventuali conseguenze prodotte possono essere valutate sulla base degli elementi disponibili.
La rimozione, quindi, non dovrebbe essere considerata né una rinuncia automatica ad altre tutele né una garanzia di risarcimento.
Per approfondire il secondo tema puoi consultare risarcimento dei danni da diffamazione.
Che cosa fare se il contenuto resta online?
Se la prima segnalazione non produce risultati, non è necessario ripeterla all’infinito. È preferibile capire perché la richiesta non è stata accolta.
Se la piattaforma ha respinto la segnalazione
Verifica:
- la motivazione ricevuta;
- quale regola è stata applicata;
- se esiste un sistema interno di reclamo;
- se puoi fornire ulteriori informazioni;
- se il problema riguarda una violazione della legge oppure soltanto delle condizioni del servizio.
Per le piattaforme online soggette al DSA, l’art. 20 prevede un sistema interno di gestione dei reclami contro determinate decisioni, accessibile gratuitamente per via elettronica.
Se l’autore non risponde
Può essere valutata una comunicazione formale, se appropriata. Se il contenuto continua a essere diffuso e la situazione presenta una rilevanza concreta, può essere opportuno far esaminare le prove e valutare le ulteriori tutele disponibili.
Se il sito non collabora
In questo caso diventa importante individuare correttamente chi controlla il contenuto e quale servizio lo ospita. La soluzione può variare molto tra:
- sito personale;
- hosting;
- social network;
- testata giornalistica;
- forum;
- piattaforma di recensioni.
Non esiste una richiesta unica valida per tutti.
Cosa non fare prima di chiedere la rimozione
Alcune reazioni possono rendere la situazione più difficile. È preferibile evitare di:
- ripubblicare il contenuto per denunciarlo pubblicamente;
- minacciare l’autore;
- creare nuovi account per aggirare le regole della piattaforma;
- tentare di accedere all’account dell’autore;
- modificare le prove originali;
- cancellare le conversazioni collegate;
- inviare decine di segnalazioni identiche;
- accusare pubblicamente una persona della pubblicazione senza averne verificato l’identità.
La priorità dovrebbe essere preservare la documentazione e scegliere il percorso appropriato.
Se l’autore non è identificato, può essere utile approfondire come identificare l’autore di una diffamazione online.
Una procedura pratica in 6 passaggi
Quando trovi un contenuto che ritieni diffamatorio, puoi procedere secondo questo schema:
1. Conserva il contenuto – Fai screenshot completi e conserva URL, profilo, data, contesto e altri elementi disponibili.
2. Valuta il contenuto – Non fermarti alla frase più offensiva: considera il contesto e chiediti quale specifica affermazione vuoi contestare.
3. Individua il soggetto corretto – Capisci se devi rivolgerti:
- alla piattaforma;
- al gestore del sito;
- all’autore;
- alla testata;
- al motore di ricerca;
- a più soggetti contemporaneamente.
4. Utilizza il canale ufficiale – Se si tratta di una piattaforma o di un servizio di hosting, utilizza il meccanismo di segnalazione previsto. Indica in modo preciso il contenuto e la sua collocazione.
5. Valuta una richiesta formale – Se la segnalazione non è sufficiente, valuta se sia opportuno rivolgere una richiesta formale all’autore o al gestore.
6. Valuta gli ulteriori rimedi – Se il contenuto rimane online o la situazione presenta conseguenze rilevanti, fai esaminare la documentazione e valuta le possibili iniziative ulteriori.
FAQ – Domande frequenti
Prima conserva screenshot, URL, profilo e contesto. Successivamente puoi utilizzare il sistema di segnalazione della piattaforma, indicando con precisione il contenuto contestato e i motivi della richiesta. Se la segnalazione non produce risultati, possono essere valutate una richiesta formale e, quando appropriato, ulteriori rimedi legali.
Puoi chiedere la rimozione quando ritieni che la recensione violi la legge o le regole della piattaforma, ma una recensione negativa non è automaticamente illecita. È importante distinguere la semplice critica da un’eventuale falsa attribuzione di fatti o da altre condotte lesive.
No, non esiste una regola generale che renda sempre obbligatoria una diffida preventiva. La sua opportunità dipende dal caso, dal soggetto destinatario e dall’obiettivo che si vuole raggiungere.
La cancellazione non impedisce automaticamente ogni ulteriore iniziativa. Per questo è importante avere conservato le prove prima della rimozione. La possibilità concreta di agire dipenderà dal contenuto della pubblicazione, dalla documentazione disponibile e dal rimedio che si intende valutare.
Verifica la motivazione e gli eventuali strumenti di reclamo disponibili. Per le piattaforme online soggette al DSA esistono sistemi interni di gestione dei reclami e, in determinate circostanze, ulteriori strumenti previsti dal Regolamento.
In determinate circostanze può essere possibile chiedere la deindicizzazione di specifici risultati, ma deindicizzazione e cancellazione dell’articolo sono rimedi diversi. La valutazione dipende dal contenuto, dal tempo trascorso, dall’interesse pubblico e dagli altri diritti coinvolti.
Non esiste un tempo unico valido per tutte le piattaforme e tutti i casi. La tempistica dipende dal servizio, dalla procedura utilizzata, dalla complessità della segnalazione e dall’eventuale necessità di ulteriori valutazioni.
Sì, quando l’autore è identificabile e la situazione lo rende opportuno. Può trattarsi di una richiesta informale oppure, nei casi più delicati, di una comunicazione formale. Non è però sempre necessario o consigliabile contattare direttamente l’autore prima di aver valutato la situazione e conservato adeguatamente le prove.
Prima rimuovere, poi valutare gli ulteriori rimedi
Quando un contenuto potenzialmente diffamatorio è online, la tentazione può essere quella di ottenere la cancellazione il più rapidamente possibile. Ma la velocità non dovrebbe far perdere la prova, la sequenza più prudente è generalmente:
conservare → valutare → segnalare → chiedere la rimozione → verificare l’esito → valutare eventuali ulteriori rimedi.
La segnalazione alla piattaforma può essere il percorso più semplice, ma non garantisce automaticamente la cancellazione. Una richiesta formale può essere utile in determinate situazioni, mentre nei casi più complessi possono essere necessari strumenti legali ulteriori.
E quando il problema riguarda un articolo indicizzato sui motori di ricerca, occorre anche chiedersi se l’obiettivo sia davvero cancellare la pagina oppure ridurne la reperibilità attraverso una richiesta di deindicizzazione.
Se hai già raccolto screenshot, URL e altri documenti, il passo successivo è capire quale richiesta sia proporzionata alla situazione e quali ulteriori rimedi possano essere valutati.
