Diritto civile

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Diritto civile e avvocato civilista: cosa fa, controversie, costi e quando serve

Il diritto civile disciplina una parte molto ampia dei rapporti tra persone, famiglie, professionisti e imprese. Contratti non rispettati, mancati pagamenti, danni, problemi immobiliari, locazioni, condominio, successioni e molte altre controversie rientrano in questo ambito.

Quando nasce un problema, però, la domanda non è sempre soltanto “chi ha ragione?”.

Spesso le domande realmente importanti sono altre: ho un diritto che posso far valere? Quali prove mi servono? Quanto posso recuperare? Quanto tempo ci vorrà? Cosa rischio? Conviene fare causa oppure cercare un accordo?

È in questa fase che può essere utile rivolgersi a un avvocato civilista, non necessariamente per iniziare subito una causa, ma per trasformare una situazione concreta in una valutazione giuridica e in una strategia.

In breve: il civilista analizza il problema, ricostruisce i fatti, verifica diritti, obblighi, prove e termini, valuta le possibili soluzioni e assiste il cliente nelle fasi stragiudiziali, nella mediazione e, quando necessario, nel processo civile.

Questa guida spiega che cosa comprende il diritto civile, quali controversie tratta un civilista, quando conviene chiedere una consulenza legale, come valutare probabilità di successo, costi, tempi e rischi e quali passi compiere prima di decidere se agire.

Che cos’è il diritto civile e di cosa si occupa?

Il diritto civile regola principalmente i rapporti giuridici tra soggetti privati e comprende materie molto diverse tra loro, dai contratti alle successioni, dalla proprietà al risarcimento del danno.

Il riferimento fondamentale è il Codice civile, mentre il Codice di procedura civile disciplina le modalità attraverso cui le controversie vengono trattate davanti al giudice.

Parlare genericamente di “causa civile”, quindi, può essere riduttivo. Una persona che non riceve il pagamento di una fattura si trova davanti a un problema molto diverso da chi scopre un vizio nell’immobile acquistato, da chi deve dividere un’eredità o da chi contesta una delibera condominiale.

Quali sono le principali aree del diritto civile?

Tra le questioni più frequenti rientrano:

  • contratti e obbligazioni, come mancati pagamenti, inadempimenti, clausole contestate e risoluzione;
  • responsabilità civile e risarcimento del danno;
  • proprietà e altri diritti reali;
  • compravendite immobiliari e controversie sugli immobili;
  • locazioni e rapporti tra proprietario e conduttore;
  • condominio e impugnazione delle delibere;
  • successioni, testamenti, divisioni ereditarie e tutela dei legittimari;
  • recupero crediti;
  • controversie con banche, assicurazioni e intermediari, in base alla natura del rapporto;
  • rapporti patrimoniali familiari;
  • controversie civili tra imprese e professionisti.

La materia, quindi, è molto ampia. Ed è proprio per questo che la prima qualificazione del problema è importante.

Che cosa fa concretamente un avvocato civilista?

Il compito del civilista non consiste soltanto nel rappresentare il cliente in tribunale: una parte importante del lavoro consiste nel capire se e come sia opportuno arrivare in tribunale.

La consulenza può comprendere:

  1. ricostruzione dei fatti;
  2. analisi della documentazione;
  3. individuazione delle norme applicabili;
  4. verifica di prescrizione e decadenza;
  5. valutazione dell’onere della prova;
  6. analisi delle possibili difese della controparte;
  7. stima delle possibili conseguenze economiche;
  8. scelta tra negoziazione, diffida, mediazione e giudizio;
  9. redazione degli atti necessari;
  10. rappresentanza e difesa nel procedimento.

Questo significa che il professionista non dovrebbe limitarsi a rispondere alla domanda “posso fare causa?”.

La domanda più utile è spesso: “Qual è il modo più efficace e proporzionato per raggiungere il risultato che il cliente vuole ottenere?”

Consulenza legale o causa: bisogna sempre andare in tribunale?

No, una consulenza legale può servire proprio a capire se il processo sia evitabile. Supponiamo che un acquirente scopra importanti infiltrazioni dopo aver comprato un immobile. Prima di iniziare una causa potrebbe essere necessario verificare:

  • quando sono comparsi i problemi;
  • quando sono stati scoperti;
  • da cosa dipendono;
  • quali documenti esistono;
  • cosa prevede il contratto;
  • se esistono eventuali comunicazioni con il venditore;
  • quale rimedio può essere concretamente richiesto;
  • quale danno può essere dimostrato;
  • se la controparte è disponibile a una soluzione.

In alcuni casi una diffida o una trattativa possono essere sufficienti. In altri, la tutela giudiziale può diventare necessaria.

Il punto non è evitare il processo a tutti i costi, ma non iniziarlo quando esiste una soluzione migliore.

Quali sono le controversie civili più frequenti?

Le controversie civilistiche possono nascere in quasi ogni rapporto economico o patrimoniale. Alcune situazioni, tuttavia, ricorrono più spesso di altre.

Recupero crediti e mancati pagamenti

Quando una somma non viene pagata, il primo passo non è necessariamente fare causa: occorre verificare l’esistenza, l’esigibilità e la prova del credito.

Una fattura, da sola, non risolve automaticamente ogni controversia. Bisogna valutare il rapporto sottostante, l’avvenuta prestazione, eventuali contestazioni e la documentazione disponibile. Quando ricorrono i presupposti, può essere valutato anche il procedimento per ingiunzione.

Contratti non rispettati

Un contratto può essere contestato quando una parte non esegue quanto promesso, lo fa in modo difforme oppure viola obblighi previsti dall’accordo. A seconda della situazione possono entrare in gioco rimedi diversi, tra cui adempimento, risoluzione, restituzione e risarcimento.

Non esiste quindi una risposta unica alla domanda “cosa posso fare se l’altra parte non rispetta il contratto?”. È necessario leggere l’accordo e ricostruire come il rapporto sia stato effettivamente eseguito.

Il contratto è spesso solo una parte del fascicolo. E-mail, messaggi, ordini, preventivi, fatture e comportamenti successivi possono essere determinanti per ricostruire il rapporto tra le parti.

Risarcimento del danno e responsabilità civile

Chi subisce un danno può avere diritto al risarcimento, ma non ogni danno è automaticamente risarcibile nella misura richiesta. Occorre verificare, in base alla fattispecie, l’esistenza dei presupposti della responsabilità, il rapporto tra condotta ed evento e la possibilità di dimostrare e quantificare il pregiudizio.

La questione può riguardare danni patrimoniali e, quando ne ricorrono i presupposti, danni non patrimoniali.

Un punto particolarmente importante è la prova del danno. Dire “questo problema mi è costato 10.000 euro” e dimostrare perché il danno ammonti effettivamente a quella cifra sono due cose molto diverse.

Controversie immobiliari

Le controversie sugli immobili richiedono spesso di combinare analisi giuridica e valutazioni tecniche. Possono riguardare:

  • proprietà e possesso;
  • confini;
  • servitù;
  • vizi dell’immobile;
  • compravendite;
  • lavori eseguiti in modo difettoso;
  • infiltrazioni;
  • comunione e divisione;
  • responsabilità per danni.

In queste situazioni una perizia tecnica può essere importante, ma la perizia non sostituisce l’analisi giuridica. Una relazione può spiegare l’origine di un’infiltrazione; bisogna poi capire chi ne sia giuridicamente responsabile, quale rimedio possa essere richiesto e nei confronti di chi.

Locazioni

Le controversie tra proprietario e conduttore possono riguardare:

  • morosità;
  • rilascio dell’immobile;
  • manutenzione;
  • vizi;
  • restituzione dell’immobile;
  • ripartizione delle spese;
  • interpretazione e applicazione del contratto.

Qui è particolarmente importante raccogliere contratto, ricevute, comunicazioni e documentazione relativa all’immobile.

Condominio

Le liti condominiali possono riguardare sia questioni economiche sia contestazioni sulle decisioni dell’assemblea o sull’uso delle parti comuni. Tra i casi più frequenti:

  • impugnazione delle delibere;
  • ripartizione delle spese;
  • infiltrazioni;
  • lavori sulle parti comuni;
  • rumori e immissioni;
  • uso delle parti comuni;
  • responsabilità del condominio o dell’amministratore.

Per numerose controversie condominiali la mediazione costituisce condizione di procedibilità prima della causa. La disciplina comprende, tra le altre, anche controversie in materia di diritti reali, divisione, successioni e locazione. È quindi importante verificare preventivamente quale percorso sia previsto per la specifica controversia.

Successioni ed eredità

Le controversie ereditarie richiedono spesso una ricostruzione complessiva del patrimonio e dei rapporti tra gli eredi, non soltanto una lettura del testamento. Possono riguardare:

  • divisione dell’eredità;
  • testamenti;
  • quote dei legittimari;
  • donazioni;
  • collazione;
  • accettazione o rinuncia;
  • debiti ereditari;
  • comunione tra coeredi.

Hai una controversia civile? Cosa fare nei primi 5 passi

Prima di decidere se fare causa, è utile mettere ordine nei fatti, nelle prove e nelle scadenze.

1. Ricostruisci la storia in ordine cronologico

Scrivi cosa è successo, quando e chi era coinvolto. Non serve utilizzare termini giuridici. Una cronologia chiara permette di individuare rapidamente passaggi, contraddizioni e momenti decisivi.

2. Conserva tutti i documenti

Contratti, PEC, e-mail, messaggi, fatture, ricevute, fotografie, perizie, verbali e comunicazioni possono avere un’importanza molto diversa da quella che sembra inizialmente. Non eliminare ciò che appare “inutile” prima di averlo fatto valutare.

3. Individua eventuali termini

Prescrizione e decadenza non sono la stessa cosa e non tutti i diritti seguono gli stessi termini. Se esiste una possibile scadenza, aspettare per raccogliere informazioni può essere una scelta rischiosa.

4. Evita di firmare o ammettere senza valutare le conseguenze

Un accordo, una dichiarazione o una comunicazione possono avere conseguenze sulla controversia. Prima di inviare una risposta particolarmente delicata, soprattutto dopo una diffida, può essere utile farla esaminare.

5. Definisci il risultato che vuoi ottenere

Vuoi recuperare denaro? Ottenere una riparazione? Sciogliere un contratto? Conservare un immobile? Dividere un patrimonio? Evitare un processo?

La strategia legale cambia anche in funzione dell’obiettivo.

Quando conviene rivolgersi a un avvocato civilista esperto?

Non è necessario aspettare di essere citati in giudizio: in molte controversie la fase precedente al processo è proprio quella in cui una strategia adeguata può fare maggiore differenza. Può essere opportuno chiedere assistenza quando:

  • ricevi una diffida;
  • ricevi un atto giudiziario;
  • una controparte contesta un contratto;
  • un pagamento viene rifiutato;
  • scopri un danno o un vizio;
  • devi dividere un’eredità;
  • hai una controversia condominiale;
  • stai valutando un accordo transattivo;
  • temi che un diritto possa prescriversi;
  • devi assumere una decisione economicamente significativa.

Il momento migliore per chiedere una consulenza?

Spesso prima che il conflitto diventi una causa. Intervenire presto può consentire di conservare le prove, impostare correttamente una richiesta, evitare comunicazioni controproducenti e scegliere il momento più opportuno per negoziare.

Questo non significa che sia sempre necessario rivolgersi a un professionista per ogni piccolo problema. La questione cambia quando ci sono somme rilevanti, diritti importanti, scadenze, documenti da firmare o una controparte già assistita.

Quante possibilità ho di vincere una causa civile?

Non è possibile attribuire seriamente una percentuale di successo senza esaminare il caso concreto. Un professionista dovrebbe considerare almeno:

  • fondamento giuridico della pretesa;
  • fatti realmente dimostrabili;
  • documentazione disponibile;
  • eventuali testimoni;
  • possibili eccezioni della controparte;
  • orientamenti giurisprudenziali rilevanti;
  • valore economico della controversia;
  • possibilità effettiva di recuperare quanto eventualmente riconosciuto.

La differenza tra avere ragione e poterlo dimostrare

Questo è uno dei punti più importanti di una controversia. Una persona può avere una ricostruzione dei fatti assolutamente convincente, ma se non dispone di elementi sufficienti per dimostrarla, la posizione processuale può essere più debole di quanto immaginasse.

Al contrario, una documentazione apparentemente semplice può avere un peso significativo se collega chiaramente fatti, obblighi e conseguenze.

Nella prima analisi è utile costruire non soltanto l’argomento del cliente, ma anche quello della controparte. La domanda da porsi è:

“Se fossi il legale della controparte, quale sarebbe il primo punto che contesterei?”

Spesso è proprio lì che si trova il rischio maggiore della causa.

Quanto posso recuperare con una causa civile?

Il valore della pretesa deve essere distinto dal valore realisticamente dimostrabile e concretamente recuperabile. A seconda del caso possono rilevare:

  • capitale;
  • interessi;
  • rivalutazione, quando prevista;
  • danni patrimoniali;
  • eventuali danni non patrimoniali;
  • spese;
  • costi della procedura;
  • eventuali limiti derivanti dal rapporto contrattuale o dalla normativa.

Un credito di 20.000 euro vale sempre 20.000 euro?

Non necessariamente, immaginiamo che una persona abbia un credito documentato di 20.000 euro, ma che il debitore sia privo di beni aggredibili. Sul piano giuridico il credito può essere fondato. Sul piano economico, però, la possibilità concreta di ottenere il denaro può essere molto diversa.

Per questo un’analisi professionale dovrebbe considerare non soltanto “quanto posso ottenere?”, ma anche “quanto è realisticamente recuperabile?”.

Quanto tempo ci vuole per una causa civile?

Non esiste una durata standard per tutte le controversie civili. La tempistica può dipendere da:

  • materia;
  • rito applicabile;
  • ufficio giudiziario;
  • numero delle parti;
  • complessità delle prove;
  • eventuali consulenze tecniche;
  • richieste istruttorie;
  • impugnazioni;
  • comportamento processuale delle parti.

La disciplina processuale è stata oggetto di importanti riforme, tra cui quelle introdotte dalla riforma Cartabia, che hanno modificato diversi procedimenti civili e strumenti di risoluzione delle controversie.

Una causa “semplice” è necessariamente veloce?

No, una controversia può sembrare molto semplice all’inizio e diventare complessa quando la controparte contesta i fatti, propone una domanda riconvenzionale oppure diventa necessaria un’istruttoria.

Mediazione, negoziazione o causa: quale strada conviene?

La scelta non dovrebbe essere ideologica: dipende dal risultato che si vuole ottenere, dalla forza della posizione e dal rapporto tra costi, tempi e rischi.

Una soluzione stragiudiziale può essere particolarmente interessante quando:

  • entrambe le parti hanno interesse a chiudere rapidamente;
  • esiste spazio per una soluzione intermedia;
  • il rapporto tra le parti deve continuare;
  • l’incertezza probatoria è significativa;
  • il costo del contenzioso rischia di essere sproporzionato.

Il giudizio può invece diventare necessario quando la controparte non collabora, la pretesa è contestata e non esistono alternative adeguate per ottenere tutela.

La mediazione è sempre obbligatoria?

No, la legge prevede la mediazione come condizione di procedibilità per determinate materie, tra cui – a titolo esemplificativo – condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, locazione e alcune controversie contrattuali.

Conviene fare causa? Il criterio che dovrebbe guidare la decisione

La domanda “posso vincere?” è importante, ma non è sufficiente per decidere se agire. Una valutazione strategica dovrebbe considerare almeno:

Forza giuridica + qualità delle prove + valore economico + tempi + costi + solvibilità della controparte + alternative disponibili.

Quando la causa può essere ragionevole

Può avere senso procedere quando:

  • la pretesa è solida;
  • le prove sono adeguate;
  • il risultato potenziale è significativo;
  • la controparte non accetta soluzioni ragionevoli;
  • esiste una concreta possibilità di ottenere tutela;
  • il risultato atteso giustifica l’esposizione.

Quando un accordo può essere preferibile

Può essere più conveniente negoziare quando:

  • il risultato del processo è incerto;
  • i tempi sono particolarmente importanti;
  • entrambe le parti hanno interesse a chiudere;
  • il rapporto deve proseguire;
  • i costi sono elevati rispetto al valore della controversia.

Il caso limite: avere ragione ma non avere convenienza

Supponiamo che una persona abbia una pretesa di 5.000 euro e una buona posizione giuridica. Se però il caso presenta prove controverse, tempi lunghi, costi rilevanti e una controparte difficilmente solvibile, la domanda non dovrebbe essere: “Ho ragione?”

ma: “Qual è il valore concreto di perseguire questa pretesa?”

Questa distinzione è uno degli aspetti più importanti nella valutazione strategica di un contenzioso.

Stai decidendo se fare causa?
Prima di assumere un impegno, puoi chiedere una valutazione che consideri non solo la fondatezza della pretesa, ma anche rischi, costi, tempi, alternative e possibilità concreta di ottenere il risultato desiderato.
Trova avvocati esperti

Quali documenti servono per una consulenza legale civile?

Non esiste un elenco universale: servono soprattutto i documenti che permettono di ricostruire il rapporto e dimostrare i fatti rilevanti. A seconda del caso possono essere utili:

  • contratti;
  • preventivi;
  • fatture;
  • ricevute;
  • bonifici;
  • e-mail e PEC;
  • messaggi;
  • fotografie e video;
  • perizie;
  • relazioni tecniche;
  • lettere di diffida;
  • verbali condominiali;
  • testamenti;
  • documentazione relativa a beni e rapporti patrimoniali;
  • atti giudiziari già ricevuti;
  • precedenti accordi.

Un consiglio pratico

Prepara una cronologia di una pagina e indica:

data → evento → persona coinvolta → documento disponibile → conseguenza.

È uno dei modi più semplici per rendere immediatamente leggibile una vicenda complessa. E non selezionare soltanto i documenti che sembrano favorevoli: anche un documento sfavorevole può essere decisivo per costruire una strategia realistica.

Come scegliere un avvocato civilista per una controversia?

La scelta dovrebbe partire dalla natura concreta del problema, non soltanto dall’etichetta “civilista”.

Il diritto civile comprende molte aree. Un professionista che tratta prevalentemente successioni può avere un’esperienza molto diversa da chi si occupa soprattutto di contenzioso immobiliare, recupero crediti o responsabilità. Prima di affidare l’incarico può essere utile chiedere:

  • tratta abitualmente questa materia?
  • ha seguito controversie simili?
  • quali sono i principali rischi del mio caso?
  • quali sono i punti deboli della mia posizione?
  • esiste un’alternativa alla causa?
  • quali documenti servono?
  • quali sono le principali fasi dell’attività?
  • come viene determinato il compenso?
  • quali costi ulteriori potrebbero emergere?

La domanda che può rivelare più della promessa di vittoria

Una domanda particolarmente utile è: “Qual è il principale argomento che potrebbe utilizzare la controparte contro di me?”

Un professionista dovrebbe essere in grado di individuare anche le criticità. La consulenza non dovrebbe servire a sentirsi dire che la causa è sicuramente vinta, ma a capire quanto è forte la propria posizione e dove sono i rischi.

Quanto costa un avvocato civilista?

Non esiste un prezzo unico per una causa civile: il costo dipende dall’attività richiesta, dal valore e dalla complessità della controversia e dalla fase in cui il professionista interviene. Il lavoro può comprendere:

consulenza → diffida → trattativa → mediazione → procedimento giudiziario → eventuale impugnazione → esecuzione.

Sono attività differenti e non necessariamente tutte necessarie. Per questo, quando si chiede un preventivo, è utile chiarire:

  • quali attività sono comprese;
  • quali fasi sono escluse;
  • quali spese possono aggiungersi;
  • se sono previsti costi per consulenti tecnici;
  • cosa accade se la controversia prosegue oltre la fase iniziale.

Il patrocinio a spese dello Stato

In presenza dei requisiti previsti dalla legge è possibile accedere al patrocinio a spese dello Stato anche in ambito civile. I requisiti economici e le modalità applicabili devono essere verificati sulla base della disciplina vigente e della situazione concreta dell’interessato.

Cosa succede durante la prima consulenza con un civilista?

La prima consulenza dovrebbe servire a trasformare una situazione confusa in una serie di questioni concrete e verificabili. È utile arrivare preparati con quattro elementi:

fatti + cronologia + documenti + obiettivo.

Non è necessario conoscere il linguaggio tecnico. Anzi, raccontare i fatti con parole proprie può aiutare il professionista a individuare elementi che una ricostruzione già “giuridica” rischierebbe di trascurare. Tra le domande più utili da porre:

  • Qual è la mia posizione giuridica?
  • Quali sono le prove più forti?
  • Qual è il punto più debole?
  • Ci sono termini imminenti?
  • Devo fare qualcosa subito?
  • È necessaria una mediazione?
  • Quanto posso realisticamente ottenere?
  • Quali sono i principali rischi?
  • Conviene negoziare?
  • Cosa succede se vinco ma la controparte non paga?

Diritto civile: come capire se hai davvero bisogno di assistenza legale

Non ogni problema richiede necessariamente una causa o un incarico giudiziale. Ma quando la decisione può produrre conseguenze economiche o processuali importanti, una valutazione professionale può evitare errori difficili da correggere.

Un contenuto online può aiutare a capire:

  • quale materia riguarda il problema;
  • quali strumenti esistono in generale;
  • quali domande porre a un professionista.

Non può invece sostituire l’analisi di:

  • fatti specifici;
  • documenti;
  • termini;
  • onere della prova;
  • posizione della controparte;
  • convenienza economica.

Un semplice criterio decisionale

Puoi considerare particolarmente importante richiedere una valutazione quando sono presenti almeno uno di questi elementi:

Hai ricevuto un atto? → verifica subito contenuto e termini.

Ti chiedono o ti contestano una somma significativa? → valuta diritti, prove e convenienza.

Devi firmare un accordo? → verifica cosa stai accettando e a cosa potresti rinunciare.

Hai scoperto un danno o un vizio? → conserva le prove e verifica tempestivamente i possibili rimedi.

Stai pensando di fare causa? → confronta probabilità di successo, valore del risultato, costi, tempi e possibilità di recupero.

Hai un problema ma non sai nemmeno quale sia la materia? → una prima qualificazione giuridica può essere il punto di partenza.

FAQ su Diritto Civile e avvocato civilista

Che differenza c’è tra civilista e penalista?

Il civilista si occupa prevalentemente di rapporti e controversie regolati dal diritto civile; il penalista assiste invece nelle questioni relative ai reati e al processo penale.

Un civilista può aiutarmi prima di fare causa?

Sì, l’attività può comprendere consulenza, analisi dei documenti, diffide, negoziazione, mediazione e altre attività stragiudiziali.

Posso fare causa senza un avvocato?

Dipende dal tipo di procedimento, dal valore della controversia e dalle regole applicabili. Non esiste quindi una risposta valida per ogni causa civile.

Quanto dura una causa civile?

Non esiste una durata standard. Dipende dalla materia, dal rito, dall’ufficio giudiziario, dalla complessità della prova, dalle parti coinvolte e dalle eventuali impugnazioni.

Fare causa significa necessariamente arrivare a una sentenza?

No, la controversia può essere definita anche attraverso un accordo, una conciliazione o altri strumenti previsti dall’ordinamento.

La mediazione è sempre obbligatoria?

No, è condizione di procedibilità soltanto per determinate materie previste dalla legge.

Come faccio a sapere se ho buone possibilità di vincere?

È necessario valutare diritto applicabile, fatti, prove, eccezioni prevedibili della controparte e orientamenti giurisprudenziali pertinenti. Una percentuale attendibile non può essere ricavata dalla sola descrizione generica del problema.

Quando può non convenire fare causa?

Quando costi, tempi, rischi e incertezza risultano sproporzionati rispetto al beneficio realisticamente ottenibile oppure quando esiste una soluzione negoziale adeguata.

Quanto costa una consulenza legale civile?

Dipende dall’attività richiesta e dalla complessità del caso. È opportuno chiedere preventivamente quali attività siano comprese e quali ulteriori costi possano emergere.

Hai un problema civile e non sai da dove cominciare?

Se hai un problema di diritto civile, non partire necessariamente dalla domanda “come faccio causa?”. Parti da queste domande:

  1. Qual è esattamente il mio problema giuridico?
  2. Quale risultato voglio ottenere?
  3. Quali prove ho?
  4. Ci sono termini che stanno per scadere?
  5. Quanto vale realisticamente la mia pretesa?
  6. La controparte è concretamente in grado di adempiere?
  7. Esiste un’alternativa al processo?
  8. Il rapporto tra risultato potenziale, costi, tempi e rischi rende conveniente agire?

Se il tuo problema riguarda un mancato pagamento, un contratto, un immobile, una locazione, un condominio, un’eredità, un danno o un’altra controversia patrimoniale, puoi descrivere la situazione e individuare il professionista più adatto alla materia.

Racconta il tuo problema e trova un professionista specializzato nella materia di cui hai bisogno. Una prima valutazione può aiutarti a capire se hai una pretesa tutelabile, quali documenti servono, quali sono i principali rischi e quale percorso può essere più adatto al tuo caso.
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