Storie dei nostri utenti
Ho acquistato recentemente un appartamento all’interno di un condominio di 10 unità abitative. Durante una delle visite precedenti all’acquisto, effettuate in compagnia dell’agenzia immobiliare, ho chiesto informazioni circa il vicinato, mi è stato risposto che non erano mai sorti problemi in quanto abitato da famiglie tranquille. Una volta entrato è iniziato subito l’inferno, poiché in un appartamento adiacente fanno quasi tutte le notti feste, con musica alta e schiamazzi di ogni genere. Il problema è presente da molto tempo e oltre ad esserne a conoscenza tutti i condomini, è stato in più occasioni portato all’attenzione dell’amministratore. Vorrei rivalermi sulla parte venditrice, poiché ha omesso un‘informazione che se fosse stata di mia conoscenza mi avrebbe fatto desistere dall’acquisto.
Io e mia sorella abbiamo ereditato una casa da mia zia. Io sono nudo proprietario mentre lei è usufruttuaria. L’immobile è fatiscente e adesso mia sorella pretende che sia completamente ristrutturato anche a spese mie. Cosa posso fare?
Dopo essere andato in pensione, sono venuto a conoscenza di un’opportunità lavorativa. Si trattava della vendita di prodotti odontoiatrici. A fronte delle mie perplessità mi era stato detto che avrei ricevuto opportuna formazione con corsi in aula e affiancamenti. Sono stato così convinto a versare 25.000€ anche per la campionatura ricevuta. Il corso in aula di pochi giorni si è subito dimostrato come poco adeguato per avere la conoscenza necessaria alla vendita di prodotti ad elevato contenuto tecnico. Il successivo affiancamento sarebbe dovuto durare una settimana, ma il loro incaricato si è reso indisponibile a causa di una presunta malattia. Infine i clienti già attivi nella zona che mi hanno assegnato erano perlopiù di scarso valore economico. Avendo intenzione di interrompere immediatamente questa collaborazione, sto cercando un legale per riavere indietro i soldi versati.
Buongiorno, ero il titolare di un’azienda che ho ceduto più di 8 anni fa. Qualche giorno fa sono stato contattato da una società di recupero crediti per delle bollette, a loro dire, insolute per un totale di circa 7.000€. La società in questione sostiene di aver acquistato il credito dal gestore dal quale si riforniva la mia azienda. Vorrei oppormi alla richiesta di pagamento poiché è passato parecchio tempo e non essendo più in possesso della documentazione non sono più in grado di verificare. Inoltre non ho mai ricevuto alcuna comunicazione del gestore riguardo la cessione del credito.
Salve, sono stato licenziato per giusta causa dall’azienda con la quale avevo un contratto a tempo indeterminato. L’azienda ha motivato la decisione successivamente ad un controllo della mia casella email e alla lettura di alcuni miei messaggi indirizzati ad un collega e da loro giudicati offensivi nei riguardi di altri colleghi. Credo che il licenziamento sia assolutamente illegittimo, poichè il controllo effettuato è stato improvviso e senza nessuna precedente comunicazione. Vorrei quindi impugnare il licenziamento per essere reintegrato nel mio posto di lavoro e chiedere un risarcimento per i danni patiti.
Buongiorno, 5 anni fa ho chiesto un prestito ad un istituto di credito. Dopo due anni non sono più riuscita a pagare le rate. Dopo essere stata contattata più volte, la pratica è passata ad un recupero crediti. Questi ultimi dopo aver inviato più comunicazioni scritte, mi hanno informato che è loro intenzione fare un decreto ingiuntivo nei miei confronti. Il debito ammonta a più di 25.000€ ed essendo sola, in affitto, con due figli e uno stipendio di 1.000€ al mese, non sono assolutamente nelle condizioni di poter pagare. Cosa posso fare?
Qualche tempo fa, dopo essere stato contattato più volte da una società di trading online, mi sono lasciato convincere ad effettuare un investimento, iniziando a versare 500€ con carta di credito. In seguito, nei 6/7 mesi successivi ho effettuato ulteriori versamenti per un importo complessivo di 20.500€. Alla fine di questo periodo ho richiesto la restituzione del capitale versato oltre a 2.600€ che risultavano come guadagno. Ai miei ripetuti solleciti la società non solo non dava seguito alle mie richieste continuando a prendere tempo, ma pretendeva un ulteriore versamento di 6.600€ a titolo di tassazione sul capitale. Ad oggi non sono ancora riuscito ad ottenere nulla ed essendo convinto di essere rimasto vittima di una truffa è mia intenzione fare causa alla società per la restituzione di quanto versato.
Sono stato investito mentre stavo attraversando una strada cittadina, riportando contusioni multiple. Poiché non ero sulle strisce pedonali, l’assicurazione del veicolo che mi ha investito sostiene il concorso di colpa e quindi mi ha proposto un risarcimento minimo. Trovandosi le strisce pedonali più vicine a distanza, credo non ci sia alcun concorso di colpa e quindi vorrei ottenere dall’assicurazione un giusto risarcimento.
Una settimana fa sono rimasto vittima di un’aggressione. Era notte e dalla piazza sotto casa continuava ad arrivare un baccano infernale. Un nutrito gruppo di ragazzi continuava ad urlare e tenere musica ad un volume molto alto. Essendo impossibile riposare sono sceso per chiedere di moderare sia gli schiamazzi che la musica. Per tutta risposta ho prima ricevuto una pesante aggressione verbale e poi fisica che mi ha provocato diverse tumefazioni facciali. Al fatto hanno assistito alcuni testimoni delle abitazioni adiacenti.
Mentre stavo passeggiando su un marciapiede sono stato investito da una vettura che è uscita improvvisamente e a velocità sostenuta da un parcheggio sotterraneo. Il violento urto mi ha causato la rottura del femore. Vorrei intentare un’azione legale per ottenere il giusto ristoro.
Mentre attraversavo una strada sulle strisce pedonali, sono stato investito da un automobilista che stava parlando al telefono. Ho subito danni fisici di notevole entità e che hanno richiesto il ricovero in ospedale. Successivamente l’assicurazione del conducente mi ha proposto un risarcimento irrisorio. Cerco uno studio legale per ottenere un giusto risarcimento.
Da breve tempo ho preso in affitto un appartamento, per il quale pago 1.200€ al mese. Ero alla ricerca di una casa tranquilla e durante i sopralluoghi l’agenzia immobiliare mi aveva rassicurato in tal senso. Una volta entrata ho malauguratamente constatato che la realtà era molto diversa, perché di fronte c’è un locale che apre la sera e tiene musica alta fino a notte fonda e i suoi clienti fanno molta confusione all’esterno del locale. Il risultato è che non è possibile riposare e io alla mattina mi devo alzare presto per andare al lavoro. Ho intenzione di trovare al più presto un’altra sistemazione, rescindere il contratto per giusta causa e chiedere la restituzione delle provvigioni all’agenzia oltre ad un risarcimento per i traslochi effettuati.
Sono stata ricoverata per eseguire un intervento chirurgico per un problema all’anca. Successivamente all’operazione ho iniziato ad accusare l’insorgenza di un’infezione, causata dalla carenza delle norme igieniche della sala operatoria. Ho dovuto quindi sottopormi ad un altro intervento per riparare al danno subito. Ciò nonostante a causa delle complicazioni dovute all’infezione, molte delle attività quotidiane risultano ancora compromesse, con le conseguenti ricadute psicologiche.
Mio padre sta facendo un percorso di riabilitazione in un centro privato. A distanza di tempo non si vede nessun miglioramento delle sue condizioni. A questo punto credo che le cause sia da imputare alla presenza di addetti assolutamente non qualificati. Vorrei risolvere questa situazione e farmi restituire i tanti soldi che ho versato fino ad oggi.
Buongiorno, purtroppo a causa del comportamento del mio vicino mi sono trovata costretta a fare diverse denunce nei suoi confronti, per molestie, minacce stalking ecc……Sono una paziente oncologica con invalidità al 100% e la mia condizione non mi consente di avere nè attacchi d’ansia nè attacchi di panico come ormai da tempo accade. Situazione che ha avuto conseguenze anche sul lavoro, dal quale mi sono spesso assentata per malattia (ho tutti i certificati). Grazie per l’attenzione
Salve, a seguito della morte di mia madre ho ricevuto comunicazione da parte di un notaio che, su richiesta di mio padre e di mia sorella, aveva effettuato la pubblicazione di un testamento lasciato da mia madre. Il notaio è lo stesso che si era precedentemente occupato di redigere il testamento, senza aver preso in considerazione le quote di legittima. Vorrei avere precisazioni sui beni in oggetto e far richiesta della quota legittima.
Vorrei intentare una causa per obbligare l’amministratore e i condomini a procedere con i lavori della palazzina in cui abito, ormai da tempo molto fatiscente e quindi con i relativi pericoli per chi vi abita. Vorrei inoltre chiedere un risarcimento danni per non aver eseguito alcun lavoro nonostante anni di continue segnalazioni e solleciti.
Cinque mesi fa ho deciso di procedere con la ristrutturazione di un immobile di mia proprietà, avviando, con il geometra che si occupava dei lavori, le pratiche per la cessione del credito. Le spese per la ristrutturazione ammontavano a circa 60.000€ e la mia esposizione per l’anticipo (50%) doveva essere di breve durata, perchè mi era stato garantito che i tempi per la cessione del credito sarebbero stati molto veloci. A distanza di mesi la pratica di cessione è ferma e anche i lavori non sono stati terminati. Ho provato un’infinità di volte a portare avanti le mie ragioni inutilmente e da qualche tempo non si fanno più trovare. Chiedo che i lavori siano ultimati, che la cessione del credito sia completata e un risarcimento dei danni sia economici che morali, poiché a causa di questa situazione mi trovo in grave emergenza economica.
Dieci mesi fa è venuto a mancare mio padre. Era titolare di un conto corrente e poiché non era più in grado di occuparsene, da tempo veniva gestito da mio fratello in modalità online. In questo lasso di tempo il conto è stato costantemente svuotato per un totale di circa 280.000€. Ho provveduto a fare una denuncia alla quale seguirà una causa penale e nel contempo vorrei costituirmi parte civile per recuperare le somme spettanti.
Ho effettuato un preliminare di compravendita per la cessione di un immobile. Alla sottoscrizione era stata definita una caparra del 10% per un importo complessivo di 50.000€, da versare in due rate: una subito e l’altra a tre mesi di distanza. Il contratto prevedeva che il rogito sarebbe dovuto avvenire entro cinque mesi dalla sottoscrizione del preliminare. Dopo tre mesi la seconda rata della caparra non era stata onorata e, nonostante molti solleciti, anche successivamente non veniva versata. Alla scadenza dei cinque mesi neanche il rogito è stato effettuato, a causa di presunti problemi sopravvenuti per la concessione di un mutuo che la parte acquirente aveva richiesto. La vendita è dunque saltata e adesso vorrei il rispetto degli accordi sottoscritti con il preliminare e quindi il versamento della seconda rata della caparra.
