Se hai un problema con una banca o un altro intermediario finanziario, il primo passo è generalmente presentare un reclamo scritto. Se la risposta non arriva entro il termine previsto oppure non risolve la questione, puoi valutare il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), purché la controversia rientri nella sua competenza.
Il reclamo permette di chiedere direttamente all’intermediario di risolvere il problema; il ricorso ABF, invece, sottopone la controversia a un organismo indipendente che la esamina sulla base della documentazione presentata.
La procedura da scegliere dipende dal tipo di problema, dalla richiesta economica, dalle prove disponibili e dalla tutela di cui hai bisogno. Ecco le principali differenze, i requisiti da verificare e i passaggi da seguire.
Reclamo bancario, ABF o giudice: qual è la differenza?
| Procedura | Quando può essere utile | Costi e tempi |
| Reclamo alla banca | Per chiedere direttamente all’intermediario di correggere un problema | Generalmente gratuito; risposta entro 60 giorni, oppure 15 giorni lavorativi per i reclami sui servizi di pagamento, con possibili eccezioni previste dalla disciplina applicabile |
| Ricorso ABF | Per sottoporre una controversia ammissibile a un organismo stragiudiziale | Contributo di 20 euro; decisione normalmente entro 90 giorni dal completamento del fascicolo, con possibili proroghe |
| Giudizio ordinario | Quando serve una tutela giudiziaria o la controversia non può essere risolta tramite ABF | Costi e durata dipendono dal caso; possono essere dovuti contributo unificato e compensi professionali |
In sintesi: il reclamo è il primo passaggio; l’ABF offre una procedura stragiudiziale; il giudice può essere necessario per ottenere una tutela giurisdizionale. In alcune controversie, l’esperimento di una procedura stragiudiziale può inoltre rilevare come condizione di procedibilità per l’azione giudiziaria.
Quando presentare un reclamo alla banca?
Il reclamo è una comunicazione formale con cui segnali un comportamento o un’omissione dell’intermediario e chiedi una soluzione. Può riguardare, ad esempio, un addebito contestato, un’operazione di pagamento, un problema relativo a un finanziamento o la mancata consegna di documenti. Per essere efficace, il reclamo dovrebbe contenere:
- i dati necessari a identificare il cliente e il rapporto;
- una descrizione chiara e cronologica dei fatti;
- le operazioni, le date e gli importi contestati;
- le ragioni della contestazione;
- la soluzione richiesta alla banca;
- i documenti che sostengono la richiesta.
Invialo attraverso uno dei canali ufficiali indicati dall’intermediario, come l’ufficio reclami, e conserva una copia e la prova dell’invio o della ricezione.
È importante descrivere già nel reclamo la questione che intendi eventualmente sottoporre all’ABF. Il ricorso deve infatti riguardare, in linea generale, la stessa controversia, anche se la richiesta di risarcimento del danno può essere formulata nel ricorso quando ne ricorrono le condizioni previste dalle regole ABF.
Per approfondire il problema specifico, puoi consultare le guide su come contestare gli addebiti sul conto corrente, sui mutui e finanziamenti, sulle frodi bancarie e le operazioni non autorizzate e sulla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.
Quanto tempo ha la banca per rispondere al reclamo?
Per i reclami relativi a operazioni e servizi bancari e finanziari, il termine ordinario è generalmente di 60 giorni di calendario dalla ricezione.
Per i reclami riguardanti servizi di pagamento, come determinate contestazioni su bonifici e carte, il termine è normalmente di 15 giorni lavorativi. In circostanze eccezionali previste dalla disciplina applicabile, il prestatore di servizi di pagamento può inviare una risposta interlocutoria motivando il ritardo e indicare quando fornirà quella definitiva, che deve arrivare entro 35 giorni lavorativi.
Se la banca respinge il reclamo, non risponde entro il termine applicabile o fornisce una risposta insoddisfacente, puoi verificare se sussistono i requisiti per ricorrere all’ABF.
Prima di procedere, controlla la data di ricezione del reclamo, il termine applicabile alla materia contestata e il contenuto dell’eventuale risposta. Non presentare il ricorso prima che sia trascorso il termine previsto, salvo le specifiche eccezioni contemplate dalle regole applicabili.
Che cos’è l’Arbitro Bancario Finanziario?
L’Arbitro Bancario Finanziario è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra clienti e banche o altri intermediari finanziari. La procedura consente di sottoporre determinate contestazioni a un organismo indipendente senza dover necessariamente iniziare una causa civile.
Il procedimento è prevalentemente documentale: le parti espongono le rispettive ragioni e presentano i documenti pertinenti. È possibile presentare ricorso senza l’assistenza obbligatoria di un avvocato, anche se nei casi complessi una consulenza professionale può aiutare a individuare le questioni rilevanti e a formulare correttamente la richiesta.
La decisione ABF non è una sentenza giudiziaria e non è vincolante nello stesso modo di una pronuncia del tribunale. Se l’intermediario non rispetta la decisione, sono previste specifiche conseguenze, tra cui la pubblicazione dell’inadempimento secondo le regole dell’Arbitro.
L’ABF va distinto dall’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), che tratta determinate controversie relative ai servizi e alle attività di investimento. La competenza dipende dalla natura del rapporto e dalla questione contestata, non soltanto dal fatto che sia coinvolta una banca.
Quali controversie può esaminare l’ABF?
L’ABF esamina controversie relative a operazioni e servizi bancari e finanziari, compresi i servizi di pagamento, nei limiti stabiliti dalle disposizioni applicabili. Tra gli esempi possibili rientrano:
- contestazioni su conti correnti e relativi addebiti;
- controversie su mutui, prestiti e finanziamenti;
- problemi relativi a carte e operazioni di pagamento;
- richieste di restituzione di somme;
- questioni sulla trasparenza bancaria e sulla consegna di documenti;
- determinate contestazioni riguardanti segnalazioni o comportamenti degli intermediari, quando rientrano nella competenza dell’Arbitro.
Non tutte le controversie contro una banca sono però ammissibili, occorre verificare la materia, l’intermediario coinvolto, il periodo a cui si riferiscono i fatti e la richiesta formulata.
Se il problema riguarda la consulenza finanziaria, la vendita di strumenti finanziari o altri servizi di investimento, potrebbe essere competente l’ACF. Puoi approfondire la distinzione nella pagina dedicata alle controversie sugli investimenti finanziari.
Quali sono i requisiti, i limiti e i costi del ricorso ABF?
Prima di presentare il ricorso, è importante controllare che la controversia soddisfi i requisiti di ammissibilità.
I requisiti principali
In generale, occorre verificare che:
- sia stato presentato un reclamo scritto preventivo all’intermediario sulla questione contestata;
- sia trascorso il termine previsto per la risposta oppure sia stata ricevuta una risposta insoddisfacente;
- il ricorso venga presentato entro 12 mesi dalla data del reclamo;
- i fatti contestati rientrino nel periodo di riferimento dell’ABF, che in generale non comprende operazioni o comportamenti anteriori al sesto anno precedente la presentazione del ricorso;
- la controversia rientri nella competenza dell’Arbitro;
- non sussistano procedure incompatibili già avviate sulla stessa controversia, secondo le regole applicabili.
Se sono trascorsi più di 12 mesi dal reclamo, in genere è necessario presentarne uno nuovo prima di procedere. Questo non garantisce, però, che il ricorso sia ammissibile: occorre verificare anche il periodo di riferimento e gli altri requisiti.
Qual è il limite economico dell’ABF?
Per le richieste di pagamento, l’importo domandato all’ABF non può superare 200.000 euro. Per le domande che riguardano esclusivamente l’accertamento di diritti, obblighi o facoltà, come alcune richieste di documentazione, non si applica lo stesso limite economico. Anche in questi casi, tuttavia, la materia deve rientrare nella competenza dell’Arbitro.
Quanto costa presentare un ricorso ABF?
Il contributo per le spese della procedura è di 20 euro. In caso di accoglimento totale o parziale del ricorso, il contributo viene normalmente rimborsato dall’intermediario secondo le regole ABF. Gli eventuali compensi per l’assistenza di un avvocato o di un altro professionista sono separati dal contributo della procedura. Controlla sempre le istruzioni aggiornate sul sito ufficiale prima di effettuare il pagamento e inviare la domanda.
Come fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario?
Dopo aver verificato i requisiti, puoi organizzare la procedura in cinque passaggi.
1. Recupera il reclamo e la risposta – Conserva il reclamo inviato alla banca, la prova della ricezione e l’eventuale risposta. Controlla che il problema che vuoi sottoporre all’ABF sia già stato esposto nel reclamo.
2. Definisci la richiesta – Indica chiaramente che cosa chiedi: per esempio, la restituzione di una somma, la correzione di un addebito o l’accertamento di un diritto. La domanda deve essere coerente con i fatti e supportata dalla documentazione.
3. Raccogli i documenti – Allega il reclamo, la risposta della banca, i contratti pertinenti, gli estratti conto, le ricevute e le comunicazioni utili. Se contesti un importo, ricostruisci come è stato calcolato e indica gli elementi che ritieni errati.
4. Presenta il ricorso online – La modalità ordinaria è il portale ufficiale ABF. La presentazione cartacea è consentita soltanto in specifiche situazioni previste dalle regole. Al ricorso va allegata anche la ricevuta del contributo di 20 euro, secondo le istruzioni ufficiali.
5. Segui il procedimento – L’intermediario presenta le proprie controdeduzioni e il cliente può replicare nei termini previsti. Dopo il completamento del fascicolo, il Collegio esamina la controversia e comunica la decisione.
Quanto tempo occorre per ottenere una decisione?
Il tempo necessario dipende dalla completezza della documentazione e dalle fasi del procedimento. Il termine per la decisione non decorre dal primo reclamo alla banca, ma dal completamento del fascicolo secondo le regole procedurali.
In via ordinaria, il procedimento prevede tempi per le controdeduzioni dell’intermediario e per le eventuali repliche del cliente e controrepliche dell’intermediario. Una volta completato il fascicolo, il termine previsto per comunicare la decisione è normalmente di 90 giorni. Per le controversie particolarmente complesse può essere prevista una proroga nei limiti stabiliti dalle regole ABF.
Per evitare ritardi, è utile presentare fin dall’inizio un fascicolo ordinato, con una cronologia chiara e documenti leggibili. Se l’Arbitro richiede integrazioni o chiarimenti, rispondi nei termini indicati.
Quando è preferibile valutare un’azione giudiziaria?
Il giudizio ordinario può essere da valutare quando la controversia esula dalla competenza dell’ABF, quando occorrono forme di tutela che l’Arbitro non può accordare oppure quando il caso richiede accertamenti più ampi.
È importante, però, non considerare il rapporto tra ABF e tribunale come una scelta sempre libera e identica per ogni situazione. In determinate controversie bancarie, l’esperimento di una procedura stragiudiziale può costituire una condizione di procedibilità per l’azione giudiziaria. La procedura ABF può assumere rilievo a questo fine, secondo la normativa applicabile.
Inoltre, la decisione dell’ABF non equivale a una sentenza e non ha gli stessi effetti. Prima di avviare una causa o di scegliere un percorso alternativo, è quindi opportuno valutare la domanda, i documenti, gli importi coinvolti e gli eventuali termini di prescrizione o decadenza.
Se la controversia riguarda somme rilevanti, una pluralità di rapporti o una questione giuridica complessa, può essere utile rivolgersi a un avvocato esperto in diritto bancario e finanziario.
Come preparare documenti e argomentazioni?
Prima di inviare il ricorso, verifica di avere organizzato i documenti necessari a ricostruire la controversia.
- Copia del reclamo e prova dell’invio o della ricezione.
- Risposta della banca, se ricevuta.
- Contratto e documenti relativi al rapporto.
- Estratti conto, ricevute o documenti sulle operazioni contestate.
- Cronologia dei fatti, con date e importi.
- Spiegazione chiara della contestazione.
- Richiesta precisa e coerente con il reclamo.
- Verifica della competenza dell’ABF e dei limiti applicabili.
- Controllo dei termini per presentare il ricorso.
- Ricevuta del contributo di 20 euro.
Non è sufficiente affermare che la banca ha agito in modo scorretto: occorre indicare quali fatti sostengono la contestazione e quali documenti li dimostrano. Se mancano alcuni atti, valuta la possibilità di richiederli all’intermediario prima di presentare il ricorso.
Per una panoramica delle principali aree di tutela e per individuare l’approfondimento più adatto al problema, consulta la pagina sul diritto bancario e finanziario.
FAQ – Domande frequenti sul reclamo bancario e il ricorso ABF
Sì, in generale è necessario presentare prima un reclamo scritto all’intermediario sulla stessa questione. Occorre poi attendere il termine previsto per la risposta oppure ricevere una risposta insoddisfacente.
Il contributo è di 20 euro. Se il ricorso viene accolto, anche solo in parte, il contributo viene normalmente rimborsato dall’intermediario, secondo le regole applicabili. Gli eventuali compensi professionali sono separati.
Per le richieste di pagamento, il limite è di 200.000 euro. Per le domande di mero accertamento di diritti, obblighi o facoltà non si applica lo stesso limite, ma restano necessari gli altri requisiti di competenza e ammissibilità.
No, la decisione dell’ABF è stragiudiziale e non è vincolante nello stesso modo di una sentenza. Se l’intermediario non la rispetta, possono applicarsi le conseguenze previste dalle regole dell’Arbitro.
La possibilità di rivolgersi al giudice va valutata in base al caso e alle regole applicabili. In alcune controversie l’esperimento della procedura stragiudiziale può costituire una condizione di procedibilità. È quindi opportuno verificare le implicazioni processuali prima di scegliere il percorso.
Puoi verificare se la controversia rientra nella competenza dell’ABF e se sono rispettati i requisiti per il ricorso. Il rifiuto della banca non dimostra automaticamente che abbia torto: occorre spiegare le ragioni della contestazione e documentare la richiesta.
In generale, il ricorso deve essere presentato entro 12 mesi dalla data del reclamo. Se il termine è trascorso, normalmente è necessario presentare un nuovo reclamo prima di procedere. Vanno comunque verificati anche il periodo di riferimento e gli altri requisiti di ammissibilità.
Valuta quale procedura è adatta alla tua controversia
Hai presentato un reclamo alla banca senza ottenere una soluzione? Prima di procedere, è importante capire se la controversia rientra nella competenza dell’ABF, se i termini sono rispettati e se la documentazione consente di sostenere la richiesta.
