L’inquilino non paga le spese condominiali? Ecco cosa deve fare il proprietario

Introduzione: la morosità condominiale dell’inquilino come rischio giuridico per il locatore

Le spese condominiali rappresentano una delle aree più critiche e sottovalutate nella gestione di un immobile dato in affitto. Un inquilino moroso che non paga tali oneri può innescare una catena di conseguenze legali, economiche e patrimoniali che, troppo spesso, ricadono sul proprietario, anche se il contratto prevede espressamente che i costi siano a carico del conduttore.

In questo contesto, il proprietario si trova spesso in una situazione complessa: è tenuto a rispondere nei confronti del condominio, ma poi deve recuperare le somme (e difendersi) verso l’inquilino moroso. Un avvocato esperto in locazioni può svolgere un ruolo fondamentale nel guidare il locatore, prevenire errori, valutare strategie e impostare correttamente un’azione di recupero nei confronti dell’inquilino moroso;

Un consulente legale specializzato non si limita a “risolvere il problema”: aiuta il proprietario a gestire il rischio locativo nel tempo, ottimizzando contratti, clausole e procedure di recupero crediti.

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🔍 Quali obblighi ha il proprietario nei confronti del condominio se l’inquilino non paga?

Quando l’inquilino non versa le spese condominiali ordinarie (pulizia, riscaldamento centralizzato, ascensore, manutenzione), il condominio non può rivalersi direttamente sull’inquilino, perché il rapporto giuridico condominiale sussiste esclusivamente tra il condominio e il proprietario.

È questo uno dei punti più fraintesi dai locatori: anche se il contratto di locazione prevede chiaramente che le spese siano a carico del conduttore, l’obbligazione verso il condominio resta in capo al proprietario.

📖 Fondamento normativo: l’art. 1123 c.c. e la responsabilità “esterna” del condomino

L’art. 1123 del Codice Civile stabilisce che “le spese necessarie per la conservazione e il godimento delle parti comuni sono sostenute dai condomini in proporzione al valore della proprietà di ciascuno”.
In altre parole, il condomino-proprietario è l’unico soggetto legittimato passivo verso il condominio.
L’inquilino non ha, per legge, un rapporto diretto con l’amministratore o l’assemblea.

Pertanto:

Questa impostazione deriva anche dall’art. 63 disp. att. c.c., che consente all’amministratore di agire contro i condomini morosi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio condominiale.

👉 Il condominio, dunque, non ha alcun vincolo contrattuale o obbligatorio con l’inquilino, e l’unico interlocutore giuridico rimane il proprietario.

📢 Obblighi concreti del locatore verso il condominio

Di fronte alla morosità del conduttore, il locatore deve:

  1. Anticipare le spese condominiali dovute per evitare l’avvio di un procedimento monitorio (decreto ingiuntivo).
  2. Regolarizzare la posizione entro i termini indicati dall’amministratore per evitare l’applicazione di interessi di mora o la sospensione dei servizi comuni (art. 63 disp. att. c.c.).
  3. Richiedere formalmente il rimborso all’inquilino, con diffida scritta e documentazione allegata (rendiconti condominiali, ripartizioni millesimali, ecc.).
  4. Se necessario, agire in giudizio contro l’inquilino moroso per recuperare le somme anticipate.

👉 È buona prassi che il locatore effettui il pagamento al condominio e solo successivamente si rivalga sull’inquilino. In questo modo evita azioni esecutive o decreti ingiuntivi che potrebbero comportare spese aggiuntive.

🔄 Il diritto di regresso del locatore verso il conduttore

Una volta pagate le somme, il proprietario può esercitare il diritto di regresso nei confronti dell’inquilino, chiedendo il rimborso delle quote condominiali anticipate e delle relative spese legali.
Questo diritto si fonda sugli articoli 1203 e seguenti del Codice Civile (obbligazione solidale e diritto di rivalsa).

È essenziale, tuttavia, che il locatore:

💡 Un avvocato esperto in diritto delle locazioni può redigere una diffida di regresso conforme alla normativa e, in caso di inadempimento persistente, proporre un decreto ingiuntivo o azione ordinaria contro l’inquilino.

📅 Tempistiche e rischi di inadempienza

Il condominio può agire contro il proprietario entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio condominiale.
Se il locatore non adempie:

Non è raro che un locatore, sottovalutando la questione, si ritrovi con un debito condominiale moltiplicato per effetto di spese legali e accessori. Per questo motivo è consigliabile intervenire entro pochi giorni dalla diffida dell’amministratore.

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🔑 Come può agire il proprietario nei confronti dell’inquilino moroso

Abbiamo visto che, verso il condominio, il proprietario è obbligato e può subire l’azione di recupero. Vediamo ora quali strumenti legali e pratici il proprietario può utilizzare per rivalersi sull’inquilino moroso.

Invio di sollecito / diffida

Prima di agire in via giudiziale, è buona prassi (e spesso utile per rafforzare la posizione) che il locatore invii una diffida formale o sollecito scritto (preferibilmente con modalità tracciabili — raccomandata A/R, PEC, ecc.) con:

👉 Questa diffida può essere utile in sede giudiziale (alcuni giudici valutano la diligenza del locatore) e può intimorire l’inquilino a regolarizzarsi.

Decreto ingiuntivo verso il conduttore

Dopo la diffida, il locatore, con l’assistenza del suo avvocato, può chiedere un decreto ingiuntivo ex art. 633 c.p.c. per ottenere l’ingiunzione di pagamento contro l’inquilino moroso.

👉 È importante che tutta la documentazione (verbali condominiali, delibere, rendiconti, apposita ripartizione, spese anticipate dal locatore) sia ben preparata per supportare il decreto.

Sfratto per morosità / risoluzione del contratto

In parallelo (o successivamente), il proprietario può chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento e lo sfratto per morosità, facendo valere che l’inquilino non ha adempiuto gli obblighi accessori di pagamento. Questo percorso è particolarmente utile quando la morosità è grave e persistente.

Va detto che lo sfratto per morosità relativa alle spese condominiali è meno comune e più rischioso di quello per canone non pagato, proprio perché l’inadempimento riguarda obblighi accessori e non primari. Perciò è essenziale che la strategia favorisca una duplice tutela: recupero monetario + liberazione dell’immobile.

Azione giudiziale ordinaria

In alternativa o in aggiunta al decreto ingiuntivo, il locatore può citare l’inquilino con azione ordinaria (procedimento di cognizione) chiedendo:

Questa strada è più lunga e complessa, ma può essere utile se l’inquilino oppone contestazioni sostanziali che impediscono l’uso del decreto ingiuntivo.

💡 Un avvocato esperto in locazioni potrà valutare la convenienza (costi, tempi, praticabilità) fra le varie strade e gestire il procedimento con professionalità.

Applicazione del deposito cauzionale e altre garanzie

Se il contratto di locazione prevede un deposito cauzionale (o fideiussione, garanzia bancaria), il locatore può trattenere parte del deposito per coprire le spese condominiali non pagate (entro i limiti consentiti). Questo presuppone:

Se il deposito non è sufficiente, resta necessario ricorrere alle vie legali.

Azione giudiziale cumulativa: canoni + spese

Spesso il locatore accorpa nel medesimo ricorso (o decreto ingiuntivo) le rivalutazioni, gli interessi, i canoni non pagati e le spese condominiali anticipate: è più efficace, poiché l’inquilino moroso ha tutto in un unico procedimento, semplificando le notifiche e le strategie processuali.

👉 Prima di procedere autonomamente, richiedi una consulenza legale personalizzata: un avvocato specializzato potrà analizzare i contratti, verificare la documentazione e consigliarti se agire per decreto ingiuntivo o sfratto.
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📚 Esempi pratici

✔️ Esempio 1: Locatore che anticipa spese e procede con decreto ingiuntivo

Situazione
Un proprietario (locatore) ha concesso in locazione un appartamento in un condominio. Nel contratto è stabilito che l’inquilino debba pagare le spese ordinarie condominiali (pulizia, ascensore, riscaldamento centralizzato). Dopo sei mesi, l’inquilino non ha versato tali importi, che ammontano a 1.200 €.

Azioni del locatore / ruolo dell’avvocato esperto in locazioni

  1. Il locatore anticipa 1.200 € al condominio (evitando che il condominio agisca in via esecutiva).
  2. Il suo avvocato redige una diffida formale, notificata tramite PEC, chiedendo all’inquilino di versare le 1.200 € entro 30 giorni.
  3. Decorso infruttuosamente il termine, l’avvocato propone un decreto ingiuntivo con allegata tutta la documentazione (verbali assembleari, ripartizione, rendiconti, contratto).
  4. Se l’inquilino non oppone, il decreto diventa esecutivo e si procede al pignoramento.
  5. Se l’inquilino oppone, si trasforma in giudizio di cognizione e l’avvocato difende la posizione del locatore.

Risultato atteso
Recupero della somma anticipata, con interessi e spese legali; eventuale liberazione dell’immobile se si procede con sfratto.

✔️ Esempio 2: Sfratto per morosità delle spese condominiali

Situazione
Inquilino non paga canone e nemmeno le spese condominiali per un periodo prolungato (3-4 mesi), con un debito totale di 3.000 €. Il contratto prevede che l’inquilino sia tenuto alle spese ordinarie condominiali.

Strategia

Rischi / attenzioni

✔️ Esempio 3: Errore da evitare – condominio che agisce contro l’inquilino

Situazione
Il condominio invia un decreto ingiuntivo direttamente all’inquilino moroso per le quote condominiali. L’inquilino, difendendosi, eccepisce il difetto di legittimazione passiva. Il giudice accoglie l’eccezione e condanna il condominio alle spese di lite. Il locatore si trova in difficoltà, poiché l’azione non è stata svolta contro di lui.

Lezione
È essenziale che il condominio agisca contro il proprietario, e non contro l’inquilino, per evitare difetti di legittimazione e conseguenti spese di lite. Un avvocato esperto in locazioni può vigilare affinché l’azione sia proposta correttamente.

❓FAQ – Domande frequenti quando l’inquilino non paga le spese condominiali

Il condominio può pretendere il pagamento direttamente dall’inquilino?

No, solo il proprietario (condomino) è giuridicamente tenuto al pagamento verso il condominio. L’inquilino è responsabile solo nei confronti del locatore.

Cosa succede se il proprietario non paga le quote dovute per colpa dell’inquilino?

Il condominio può ottenere un decreto ingiuntivo e procedere con l’esecuzione forzata. Il locatore potrà poi rivalersi sull’inquilino per le somme anticipate.

Come può il locatore recuperare le spese condominiali non pagate dall’inquilino?

Tramite diffida di pagamento, decreto ingiuntivo o azione ordinaria di regresso, assistito da un avvocato esperto in locazioni.

È possibile risolvere il contratto di locazione per mancato pagamento delle spese condominiali?

Sì, se la morosità è grave e prolungata. Il giudice può dichiarare la risoluzione per inadempimento e autorizzare lo sfratto per morosità.

Quanto tempo ha il condominio per agire contro il proprietario?

Sei mesi dalla chiusura dell’esercizio condominiale nel quale è maturato il credito.

L’amministratore può sospendere i servizi all’appartamento locato per morosità?

Sì, ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.c., ma solo per servizi separabili (es. riscaldamento centralizzato, ascensore, parcheggio).

Posso trattenere la cauzione a copertura delle spese condominiali non pagate?

Sì, purché documentato e proporzionato. Occorre inviare comunicazione scritta all’inquilino e rendiconto dettagliato.

Cosa succede se il contratto di locazione non specifica la ripartizione delle spese?

Si applica l’art. 9 della Legge 392/1978: le spese ordinarie sono a carico dell’inquilino, salvo patto contrario. Tuttavia, la mancanza di chiarezza può generare contenziosi.

Il conduttore può opporsi alla richiesta di rimborso del locatore?

Solo se dimostra che la spesa non era a suo carico o non era dovuta. L’onere della prova spetta all’inquilino.

Cosa succede se il conduttore lascia l’immobile ma restano spese condominiali arretrate?

Il proprietario deve pagarle e potrà poi agire per recupero crediti entro 10 anni (art. 2946 c.c.).

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